Coltelli in tasca, tirapugni, manganelli improvvisati. Sempre più spesso giovani e giovanissimi vengono fermati per le strade di San Donà di Piave con armi da taglio o oggetti potenzialmente letali. Una situazione che, pur senza configurare un’emergenza, ha spinto il Comune a intervenire con decisione. Il sindaco Alberto Teso ha scelto di rafforzare le dotazioni della Polizia Locale, introducendo giubbotti antitaglio, spray urticanti al peperoncino e taser per aumentare la sicurezza degli agenti impegnati nei controlli quotidiani sul territorio.

Percezione di insicurezza

La città, con i suoi circa 42 mila abitanti, «è un punto di riferimento della Venezia Orientale –ha spiegato il primo cittadino – un territorio in continua crescita, tradizionalmente caratterizzato da un’elevata qualità della vita. Proprio questo equilibrio, negli ultimi mesi, è stato messo alla prova da alcuni episodi di disagio: non situazioni di emergenza, ma fenomeni come piccolo spaccio, gruppi di giovani che creano disturbo e un aumento della percezione di insicurezza tra i cittadini». La scusa più comune accampata dai ragazzi trovati con armi è stata quella di girare così per paura di essere aggrediti. Ma «essendo un comune tranquillo, non si capisce da cosa debbano difendersi».