TREVISO - Uno striscione infiamma il dibattito sulla sicurezza. Prima i trevigiani e Azione studentesca, gruppi legati alla destra, l'hanno srotolato sabato sera a porta San Tomaso: «Baby gang e maranza, è finita la tolleranza». Poi si sono fermati in presidio. Giusto una settimana prima qui una baby gang ha aggredito 4 ragazzi tra i 17 e i 19 anni, prendendoli a calci e pugni. Il più grande ha riportato fratture al volto. «Siamo stanchi di associare la nostra generazione a questi atti di teppismo e criminalità - scandisce Federico Piasentin, referente giovanile di Prima i trevigiani - ora siamo al limite. Chiediamo fermezza immediata, più controlli e l'applicazione di sanzioni esemplari per ripristinare il diritto alla sicurezza e alla serenità di tutti».
Baby gang, la grande retata: emesse 43 misure contro 24 ragazzini
La foto dello striscione sui social è rimbalzata ovunque: 15mila Like, più di 1.100 commenti e oltre 900 condivisioni. Da destra e da sinistra. Tutti uniti dall'esasperazione. Tra gli altri, anche Anna Rita Contessotto, sociologa che guida il centro studi dello Spi Cgil di Treviso: «La questione non va strumentalizzata politicamente: le violenze danneggiano la qualità di vita di tutti - chiarisce - bisogna lavorare di più con i ragazzi sul terreno sociale. Altrimenti poi si è costretti ad agire in situazioni di emergenza, con problemi molto più complessi».








