“Ese ci facessimo una aglio-olio-peperoncino?” Tutti abbiamo pronunciato questa frase almeno una volta. Classici e rassicuranti, gli spaghetti “Aop” sono il banco di prova di chi si misura con una ricetta apparentemente semplicissima, pochi ingredienti e passaggi, ma dalla grandi aspettative e dalla soddisfazione immediata. E proprio per questo da non sottovalutare
Tra un cenone e l’altro quando non si ha tanta voglia di stare ai fornelli, o proprio la sera della Vigilia per un piatto furbo ma non banale, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino sono una scelta sempre azzeccata. E con i consigli della chef Martina Caruso del Signum a Salina, quel classico fa un salto di tono: entrano un guazzetto di pesce e un aglio pastorizzato che profuma senza appesantire. In fondo, se vale anche per la cucina quello che Calvino diceva dei classici: un classico è un piatto che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
Martina Caruso (foto di Gio? Martorana)
La lista degli ingredienti è breve: 500 g. spaghetti, olio extra vergine d’oliva, aglio pastorizzato (per prepararlo servono 50 g. di aglio pulito senza anima e 60 g. olio), 300 ml. di centrifugato di prezzemolo (che si ottiene frullando il prezzemolo con acqua), 200 ml. brodo di pesce, 1 cucchiaio Parmigiano, 250 g. pangrattato, 1 cucchiaino di peperoncino secco, vino bianco per sfumare. E poi un ingrediente speciale, come spiega la chef Caruso: “Serve pazienza e vanno rispettati i tempi. È un piatto semplice, ma deve venire da sé”.






