ROMA - Doveva essere una correzione. Così l’aveva chiamata Giorgia Meloni. Ma il subemendamento del governo che interviene sulla stretta sul riscatto della laurea per la pensione anticipata mette nero su bianco una totale retromarcia.
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L’esecutivo tira un tratto di penna sulla norma inserita nel maxi-emendamento depositato appena qualche giorno fa in commissione Bilancio, al Senato, dove la Finanziaria è sotto esame. Viene cancellata la disposizione per la quale, a partire dal 2031, sarebbero stati sterilizzati da 6 fino a 30 mesi di contributi riscattati a valere sulla maturazione dei requisiti per l’anticipata.
Resta invece in piedi la previsione, sempre contenuta nel maxiemendamento, che allunga la finestre che intercorrono tra la maturazione dei requisiti e l’effettiva ricezione dell’assegno previdenziale. Passeranno dagli attuali tre mesi a 4 per chi matura i requisiti nel 2032-2033, a cinque per il 2034 e a sei per il 2035.
Sul punto interviene il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “È un'ipotesi, diciamo così, scolastica perché la copertura deve essere tecnicamente assicurata in lungo periodo, ma chiaramente è un intervento che tiene il sistema, ma che può essere cambiato quando si vuole, come si vuole, ben prima della scadenza del 2033".












