«Nessuno che ha riscattato la laurea vedrà cambiata l’attuale situazione». Parola di Giorgia Meloni. Che ieri da Palazzo Madama, a margine del dibattito sulle comunicazioni alla vigilia del Consiglio europeo, ha provato a chiudere le polemiche sulla stretta pensionistica - allungamento dei tempi per ricevere l'assegno con le finestre mobili e penalizzazione del riscatto della laurea - entrata in manovra nel maxiemendamento del governo. Modifiche che hanno finito, in primo luogo, per creare frizioni anche in maggioranza.

Proprio al ministero dell’Economia da ieri sono già all’opera per cambiare le norme, seguendo le indicazioni della presidente del Consiglio. La quale, citando la parte del riscatto della laurea, ha garantito: «Correggeremo». Sul riscatto della laurea si starebbe lavorando sicuramente a una salvaguardia per chi ha già convertito gli anni di studio in contributi previdenziali, anche per evitare l’incostituzionalità. Si tratterebbe sull’allungamento delle finestre mobili. Intanto, e sempre nella stessa giornata di ieri, la Lega con il senatore Claudio Borghi ha presentato un suo subemendamento per cancellare queste due disposizioni.

Nel corposo maxi emendamento del governo alla legge di bilancio - che ha aumentato la dotazione del provvedimento con 3,5 miliardi in più - sono comparse, quasi a sorpresa, due norme sulla previdenza: tema centrale sia per la tenuta dei conti per mantenere quella ritrovata fiducia dei mercati verso il sistema Italia. La prima ha esteso la durata della finestra mobile - il periodo di attesa fra la maturazione dei requisiti e l’uscita effettiva dal lavoro - che oggi è di tre mesi: stando alla nuova disposizione nel 2032 serviranno quattro mesi, che saliranno a cinque nel 2034 e diventeranno sei dal 2035.