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18 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:05
Il governo Meloni punta a inserire in manovra una norma mirata a “rafforzare le capacità industriali della difesa riferite alla produzione e al commercio di armi, di materiale bellico e sistemi d’arma”. A prevederlo è una riformulazione depositata in Commissione Bilancio al Senato e non ancora votata, che raccoglie e rivede tre emendamenti avanzati dalla maggioranza – Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. La proposta dispone che i ministeri della Difesa e delle Infrastrutture individueranno, tramite decreti, quelle “attività, aree e relative opere e progetti infrastrutturali per la realizzazione, l’ampliamento, la conversione, la gestione, lo sviluppo delle capacità industriali della difesa” con l’obiettivo di “tutelare gli interessi essenziali della sicurezza dello Stato e di rafforzare le capacità industriali della difesa riferite alla produzione e al commercio di armi, di materiale bellico e sistemi d’arma”.
“Siamo arrivati a una deriva che va urgentemente fermata”, commentato i parlamentari M5s delle commissioni Bilancio e Finanze di Senato e Camera. “Ora spunta fuori una riscrittura governativa per la conversione di opere, attività e infrastrutture in direzione della produzione e commercio di armi. È la conferma del cuore della manovra, ovvero la micidiale austerità finalizzata solo all’aumento delle spese militari. Tutto questo mentre si tagliano le pensioni, si allungano surrettiziamente i tempi di ritiro dal lavoro, si calpestano gli investimenti previdenziali dei giovani, si inserisce una tassa occulta sulle fatture emesse dalle imprese, si penalizzano i professionisti che lavorano per la Pa, si offre alle imprese solo una toppa all’enorme falla aperta dal governo sugli incentivi a fine 2025″.











