(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il pacchetto automotive della Commissione europea, che prevede una parziale revisione delle norme sulle emissioni di Co2 del comparto, è «un passo in avanti» ma non è sufficiente per la salvaguardia e il rilancio del settore europeo dell’auto. Questa la posizione espressa dall’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, che è anche presidente dell’Automotive Regions Alliance, l’alleanza tra le 36 regioni europee dell’automotive. «Per noi, servirà molto altro», ha sottolineato, spiegando che l’apertura arrivata da Bruxelles «è frutto di un intensissimo e impegnativo lavoro che è partito dal 2022 per cercare di evitare un suicidio industriale deciso da regole assurde e sbagliate». Guidesi ha ricordato come dalla Lombardia sia arrivata da subito la richiesta di scegliere la strada della neutralità tecnologica di fronte alla transizione proposta dell’Unione europea. Non si è mai trattato di «una battaglia di retroguardia ma di una strategia fondata su dati, ricerca e innovazione», ha spiegato Guidesi, con l’invito a non tralasciare nessuna delle tecnologie a disposizione - elettrico, carburanti rinnovabili e idrogeno – nel percorso di decarbonizzazione. Infatti, «l’ideologia, la rigidità, l’incapacità di ascoltare ci hanno portato a una situazione difficilissima dal punto di vista economico e rischiosa per tutto il settore», che è messo a repentaglio dalla concorrenza di imprese come quelle cinesi, che sono anche sostenute dallo Stato e hanno costi di produzione più bassi. Mentre, «la mobilità del futuro sarà sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale solo se vedrà protagoniste tutte le tecnologie, endotermico compreso», ha aggiunto l'assessore.