«Il 2026? Molto dipenderà da quello che si decide a Bruxelles sull’auto: in gioco non c’è solo questo comparto ma intere filiere della meccanica».

Gli attesi annunci odierni della Commissione europea sulla revisione del Green Deal e sulle misure di sostegno alle quattro ruote sono per Paolo Streparava un tassello importante, forse cruciale, per capire dove andrà la manifattura il prossimo anno.

Tema critico per il presidente di Confindustria Brescia così come per l’intero territorio, che vede nella componentistica automotive, in particolare quella legata al motore endotermico, uno dei punti di forza qualificanti sia in termini di produzione che di export.

I numeri dell’area, evidenziati nella conferenza stampa di fine anno, evidenziano per Brescia un quadro di transizione. Perché se è vero che la produzione industriale nel terzo trimestre è tornata in terreno positivo, per quasi un’impresa su due il fattore di freno principale resta proprio la ridotta domanda, sia in ambito nazionale che estero.

Dal lato dell’export, tuttavia, le ultime indicazioni sono mediamente positive, con vendite per oltre 15 miliardi tra gennaio e settembre, in progresso del 2,4% rispetto allo stesso periodo 2024 anche per effetto di una parziale ripresa degli acquisti da parte della Germania, primo “cliente” del Paese così come dell’area di Brescia.