Niente più emissioni zero dal 2035 e apertura ai carburanti sostenibili: l'Ue ufficializza la retromarcia sul dossier automotive e “salva” il motore a combustione. Dopo la levata di scudi delle case automobilistiche e il pressing di un gruppo di governi tra cui Italia e Germania, con un pacchetto presentato ieri a Strasburgo la Commissione europea ha cancellato la messa al bando sulle macchine a diesel e benzina decisa due anni fa, picconando uno dei pilastri più iconici del “Green Deal”.

Dal 2035, ibride plug-in, mild hybrid, range extender e auto con motori endotermici potranno continuare a essere prodotte e immatricolate, accanto a veicoli elettrici e a idrogeno, il futuro su cui Bruxelles continua a scommettere. Per il vicepresidente della Commissione con delega all’Industria Stéphane Séjourné, «le ambizioni “green” dell’Ue restano intatte», ma il piano lancia al tempo stesso «un’ancora di salvezza» al comparto automotive. Il commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas è stato più concreto: la flessibilità si tradurrà nella presenza sul mercato «di circa il 30-35% di auto non elettriche».

Il dettaglio può apparire, a prima vista, piuttosto macchinoso, ma in sostanza, in base alle nuove regole, i costruttori non dovranno più ridurre del 100% le emissioni di CO2 delle nuove auto. Potranno, invece, fermarsi al 90%, compensando il 10% restante con due tipi di interventi: impiegando acciaio verde “made in Europe” nelle loro filiere produttive (per il 7%) e “scontando” (per il 3%) l’apertura ai carburanti sostenibili, cioè e-fuel e bio-fuel (solo gli avanzati, non ancora i convenzionali), che, immessi sul mercato dalle compagnie energetiche, saranno utilizzati per alimentare i veicoli. L’elettrico rimane la via maestra e il pacchetto automotive prevede una serie di regole per stimolare tanto l’offerta quanto la domanda di auto a batteria. Tra le novità, fino al 2034 le case automobilistiche riceveranno un “superbonus” per ogni utilitaria a batteria, cioè sotto i 4,2 metri, e a prezzi accessibili (tra i 15 e i 25 mila euro) prodotta nelle fabbriche dell’Unione: ogni unità conterà come se fosse 1,3 auto. Tale credito “green” aggiuntivo consentirà, in buona sostanza, di raggiungere più rapidamente i target di emissioni.