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Elisabetta Zocchi

L’inserimento dell’Insufficienza Intestinale Cronica Benigna nei Lea e un farmaco che aumenta l’assorbimento danno speranza ai piccoli che dipendono da un catetere per alimentarsi e crescere. Uno studio europeo coordinato da un esperto italiano fa il punto

Dopo una lunga battaglia per il riconoscimento dell’Insufficienza Intestinale Cronica Benigna come patologia rara, la novità è il suo inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza con un codice specifico che la sottrae all’invisibilità e all’incertezza di delibere regionali annuali. Ora, grazie alla prospettiva di una presa in carico stabile e uniforme a livello nazionale, si aprono migliori possibilità di cura anche per i pazienti pediatrici affetti da Sindrome dell’Intestino Corto, che comporta malassorbimento e insufficienza intestinale di vario grado con ricorso parziale o totale alla nutrizione artificiale anche per tutta la vita. Uno studio multicentrico europeo appena pubblicato su The Lancet fa il punto su un triennio di impiego in età pediatrica di un farmaco innovativo – Teduglutide - che si è dimostrato utile per aumentare l’assorbimento intestinale e ridurre o azzerare il fabbisogno di parenterale in una quota di casi.