| 7 Luglio 2026 03:01 |
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(Adnkronos) – Una nuova speranza contro le forme più difficili di epilessia arriva da un esercito di ‘farmacologi domestici’: i batteri intestinali, che sembrerebbero in grado di fabbricare ‘in casa’ una terapia promettente contro la malattia neurologica. “Una miscela di acidi grassi a catena corta prodotti naturalmente dal microbiota intestinale potrebbe rallentare la progressione dell’epilessia farmacoresistente e migliorare i deficit cognitivi associati alla malattia”, secondo quanto emerge da uno studio preclinico coordinato dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, in collaborazione con l’Irccs Istituto Giannina Gaslini di Genova e l’università del capoluogo ligure. Il lavoro è pubblicato su ‘Annals of Neurology’. “Si tratta di un approccio che, agendo sulla comunicazione tra intestino e cervello, potrebbe aprire nuove prospettive nel trattamento dell’epilessia farmacoresistente, una condizione che colpisce circa il 30% delle persone con epilessia e per la quale non esistono ancora terapie che possano arrestare in modo sostanziale la progressione della malattia”, spiegano dal Mario Negri.
Lo studio – riferisce l’istituto fondato e presieduto da Silvio Garattini – si è concentrato sull’impatto degli acidi grassi a catena corta, sostanze naturalmente prodotte dai batteri benefici dell’intestino che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dei processi infiammatori e nella comunicazione tra intestino e cervello. Le persone con epilessia farmacoresistente presentano infatti alterazioni del microbiota intestinale associate a una ridotta abbondanza dei batteri che producono questi composti.






