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La nuova proposta di legge prevede norme più stringenti sulla figura dell'amministratore di condominio ma non solo: ecco cosa accade ai pagamenti, ai lavori straordinari e quando sarà necessario un revisore
Potrebbe trattarsi di una rivoluzione trasversale ed eterogena sui condomini: dalla figura dell'amministratore ai pagamenti che non potranno più essere effettuati in contanti, dai morosi ai lavori. Ecco cosa prevede, in sostanza, il Ddl (Disegno di legge) presentato dalla parlamentare di Fratelli d'Italia, Elisabetta Gardini, assieme ad altri dieci firmatari.
Uno dei cambiamenti più importanti si annuncia nell'ambito delle competenze: non basterà più soltanto il diploma di liceo per gli amministratori di condomini ma servirà almeno una laurea triennale in materie economiche ma anche giuridiche, scientifiche oppure tecnologiche. La stretta è stata pensata per elevare la qualità di queste figure professionali: se questa novità diventerà logicamente operativa per i nuovi amministratori qualora la proposta diventasse legge, chi non ha lauree dovrà almeno essere iscritto a collegi oppure ordini professionali in area economico o tecnica per poter continuare a svolgere quella mansione.













