Ha insegnato per anni in vari istituti superiori della Brianza e del Comasco – peraltro senza aver mai ricevuto, a suo dire, “alcuna nota di demerito o lamentele da parte di dirigenti, colleghi, studenti o famiglie” – ma non è laureato, nonostante avesse dichiarato di volta in volta di essere in possesso dei titoli di studio richiesti: per questo un (falso) professore di 39 anni è stato condannato dalla Corte dei Conti della Lombardia a risarcire il Ministero dell’istruzione e del merito per una cifra di 63.233,45 euro, pari all’ammontare di tutti gli stipendi indebitamente percepiti dal 2021 in avanti.
I giudici non si sono lasciati convincere dalla versione del 39enne – destinatario anche di un decreto penale di condanna per falso ideologico – che in sede di udienza ha dichiarato di non aver agito con “intento fraudolento”, ma mosso “dalla necessità di trovare un’occupazione e dalla convinzione di poter comunque svolgere con competenza e dedizione le mansioni richieste”.
Dal suo punto di vista, insomma, poco importava non aver realmente conseguito (e con il massimo dei voti, così millantava) la laura in Ingegneria gestionale della logistica e della produzione all’Università Federico II di Napoli: era convinto di poter comunque svolgere in modo adeguato l’incarico di “docente supplente per un posto normale per l’insegnamento di A027 - Matematica e Fisica” al liceo scientifico “Marie Curie” di Meda e all’IIS “Luigi Castiglioni” di Limbiate (sempre nel Monzese), ruoli che ha in effetti ricoperto fra il 29 settembre e il 6 dicembre del 2021.






