Per Alessandra Moretti è un «precedente pericoloso». Perché «mi è stata revocata l’immunità senza entrare nel merito dell’inchiesta, solo in base a logiche politiche», spiega l’eurodeputata del Pd, coinvolta nel cosiddetto Qatargate, sospettata di aver ottenuto vantaggi e regali in cambio di un impegno a favore del Qatar o del Marocco nelle votazioni al Parlamento europeo.

Perché parla di voto politico?«Lo hanno ammesso i colleghi della delegazione di Fratelli d’Italia, già dopo il voto in commissione, spiegando di non aver valutato le accuse e gli elementi che ho prodotto per provare la mia estraneità. È stata una resa dei conti tra gruppi parlamentari e ci sono andata di mezzo io». Perché solo lei? Alla sua collega Elisabetta Gualmini l’immunità è stata confermata.«Le conclusioni della commissione erano le stesse per entrambe, con la medesima richiesta di revoca dell’immunità. Non spetta a me spiegare la contraddizione del voto di segno diverso. Certo, questa differenza di trattamento fa male, ma Elisabetta è una persona specchiata e integerrima».

Mentre a lei non hanno creduto?«Io ho già smentito tutte le accuse su base documentale, presentando un dossier di 70 pagine. Ma alla procura bastava fare semplici verifiche: ad esempio, controllare il mio passaporto per sapere che non sono mai stata in vacanza in Marocco». In Qatar ci è andata, però, giusto?«Sì, ma solo per una missione ufficiale di due giorni, non sono mai andata a vedere le partite dei Mondiali di calcio».