Angela, ottant’anni, scuote la testa. «Se mi piace tutto questo? No, ma fa lavorare». Alle due del pomeriggio nella piazza centrale di Locorotondo, davanti al Municipio, la calma è soltanto apparente. C’è una bancarella che vede giocattoli di plastica, i Labubu sono il pezzo forte, c’è un signore che propone zucchero filato (per ogni gusto c’è un colore). E c’è un villaggio di Babbo Natale con una giostra, qualche albero e due casette di legno. Davanti alla pasticceria del paese c’è la fila, le rosticcerie sono piene, le luminarie brillano, ma non troppo. Sembra una ordinaria e comune festa di paese. Ma il sole sta per calare ed è con il buio che Locorotondo si trasforma. Le luci si accendono, nei vicoli del centro storico si fatica anche a camminare. Nel borgo della Valle d’Itria vengono da tutta Italia per le luminarie di Natale, con le auto e soprattutto con i pullman. Che arrivano non prima delle quattro di pomeriggio.

“Qui come Roccaraso”: monta la rabbia a Locorotondo invasa in un giorno da 80 pullman di turisti

di Gabriella de Matteis

10 Dicembre 2025

Nel parcheggio vicino al campo sportivo sono più di 20, ma con quelli parcheggiati nelle altre aree individuate dal Comune arrivano 57. «Questi sono quelli che hanno prenotato, poi ci sono gli altri», dice Angelo Pugliese, responsabile della società che per conto del Comune gestisce i parcheggi. Gli «altri» sono i pullman di comitive o tour operator che non hanno prenotato e quindi pagato 100 euro per la sosta di una giornata. Gli autisti si fermano, fanno scendere i passeggeri e cercano altri spazi. «Il paragone con Roccaraso non regge. Sono arrivati 90 autobus, ma il piano della circolazione e della sosta ha retto. E anche quello della sicurezza», continua a ripetere il sindaco Antonio Bufano. Che non vede un problema nella confusione e nel caos, ma un vanto. «Certo, in alcune stradine non si può camminare. Ma sa com’è? Magari la gente vuole fare i selfie».