L'invitata di Francesca Albanese si tinge di giallo: non sarebbe stata una decisione della scuola, né tantomeno del dirigente. Al liceo Enrico Mattei di San Lazzaro di Savena, nel Bolognese, l’incontro online con la paladina dei pro-Pal sarebbe nato da un’iniziativa autonoma di una docente, senza alcuna comunicazione preventiva al preside o agli organi collegiali. È questa la versione fornita dalla dirigenza scolastica mentre attorno all’episodio montano, inevitabili, le polemiche, soprattutto dopo una nuova ispezione ordinata dal ministero dell'Istruzione.

Il caso di San Lazzaro si inserisce infatti in una sequenza di segnalazioni che, negli ultimi giorni, hanno spinto viale Trastevere ad avviare ispezioni in più istituti. Dopo il precedente di Pontedera, sotto la lente finiscono ora due scuole emiliane: il liceo Mattei e un secondo istituto in provincia di Reggio Emilia, a Castelnovo Monti. Due episodi distinti ma accomunati dalla presenza - o dal tentativo di organizzare un intervento - della Albanese, la controversa relatrice Onu per i territori palestinesi, nel mirino più che mai dopo le ultime, aberranti, prese di posizione.

A San Lazzaro, come detto, la vicenda assume il contorno di un giallo. Secondo quanto emerso, l’invito ad Albanese sarebbe partito da una prof di italiano di una quinta, la quale avrebbe organizzato il collegamento durante l’orario curricolare senza informare né il Consiglio di istituto né il dirigente scolastico. Un’iniziativa che, sempre stando alle testimonianze raccolte, sarebbe stata comunicata agli studenti solo all’ultimo momento, al termine della prima ora di lezione. Resta inoltre da chiarire se ai ragazzi - presumibilmente tutti maggiorenni - sia stata data la possibilità di scegliere se partecipare o meno.