È una prova di equilibrismo tra le diverse anime del centrodestra la bozza di risoluzione che sarà presentata mercoledì alla Camera, in occasione delle comunicazioni di Giorgia Meloni alla vigilia del Consiglio europeo del 18-19 dicembre. Il documento, trasmesso oggi dal Governo ai capigruppo della maggioranza mentre la premier si appresta a partire per il vertice dei Volenterosi a Berlino, evita accuratamente le parole “armi” e “militari”. Per l’Ucraina il sostegno assicurato in premessa è «multidimensionale».

Il messaggio ai partner europei: collaborare con gli Usa

Pesano i “no” della Lega di Matteo Salvini sia decreto Armi con la sola proroga secca e automatica degli aiuti militari a Kiev nel 2026 sia all’utilizzo dei beni russi congelati da parte dell’Unione europea per finanziare il supporto all’Ucraina. Per questo la risoluzione suona come un freno tirato su tutti i punti. Ma anche come il rinnovo del messaggio all’Europa a sostenere ogni sforzo per il cessate il fuoco, «continuando a collaborare con gli Stati Uniti e mantendendo coeso il fronte europeo affinché si arrivi a una pace giusta e duratura basata sul diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite».

Beni russi, servono «solide basi giuridiche e finanziarie»