"Non abbandoniamo Kiev nella fase più complicata". Lo mette subito in chiaro Giorgia Meloni durante le comunicazioni in aula alla Camera in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. E l'Italia, ha chiarito la presidente del Consiglio, non invierà i propri militari in Ucraina. Meloni nel suo intervento ha però toccato altri nodi dell'attualità politica nazionale, a cominciare dal tema dell'imam di Torino Shahin e l'antisemitismo.
ANTISEMITISMO, BASTA DISTINGUO - "È tempo di non ammettere più distinguo e reticenze nella condanna a ogni forma di antisemitismo, perché da lungo tempo si assiste a una inaccettabile sottovalutazione dell'antisemitismo di stampo islamista e di quello connesso alla volontà di cancellazione dello Stato di Israele".
LA MAGISTRATURA DOVREBBE TUTELARE LA REPUBBLICA - "Alla politica e alle istituzioni spetterebbe anche il compito di preservare la Repubblica dai rischi per la propria sicurezza inclusi quelli derivanti dalle predicazioni violente di autoproclamati imam che come nel caso di Shahin fanno addirittura apologia del pogrom del 7 ottobre. Un impegno che dovrebbe valere per tutte le istituzioni, magistratura compresa. E credo che a nessuno sfugga la sfacciata ipocrisia di chi riesce nelle stesse ore a chiedere la censura di case editrici di libri non graditi e a invocare la libertà di espressione a difesa di chi inneggia ai terroristi di Hamas e alla strage del 7 ottobre".









