Itrattori guidano la protesta di oltre cento agricoltori: «Le nostre aziende sono in difficoltà, ma non ci fermiamo: siamo qui per difendere il lavoro». Così, questa mattina, Coldiretti Piemonte è scesa in piazza con un corteo ha attraversato la zona tra PalaVela e Grattacielo della Regione. L’appello è alle istituzioni, dall’Europa alla Regione Piemonte, diviso in 12 punti.

La richieste alla Regione: «La burocrazia ci strangola»

Primo: basta burocrazia che «sta strangolando le aziende. Tempi infiniti, ritardi nei pagamenti e bandi eccessivamente articolati e con tempistiche inadeguate stanno bloccando investimenti e mettendo a rischio la continuità produttiva delle imprese». Secondo: stop a controlli “fotocopia fatti da enti diversi” nei confronti degli imprenditori agricoli. Terzo: la verità in etichetta. «Siamo contro la vergogna del codice doganale – denunciano da Coldiretti - che con l’ultima trasformazione “italianizza” prodotti stranieri».

«Promuoviamo il cibo locale nelle scuole»

La protesta dura oltre un’ora. La richieste vanno dalla promozione del “cibo locale nelle scuole, negli ospedali, nelle mense pubbliche e nei mercati delle nostre città” all’apertura di “tavoli di filiera per chi produce vino, frutta, latte, nocciole, riso e carne che stanno vivendo tensioni drammatiche tra costi produttivi alle stelle e prezzi imposti dalle speculazioni”.