“Sos campi in scacco” per l’aumento dei costi energetici effetto della guerra in Medioriente che mette a repentaglio la sopravvivenza del settore agricolo in Italia. Oltre mille persone, in rappresentanza da varie province, e venti trattori sono arrivate sotto la sede del Consiglio regionale, davanti alla stazione Centrale, per chiedere alla Regione e al governo di vigilare sui prezzi.
L’agricoltura lombarda si sente sotto scacco da problematiche irrisolte e nuove minacce: tra i manifestati alcuni sono muniti di campanacci a simboleggiare le difficoltà degli allevamenti, specialmente quelli nelle aree montane; altri portano in mano scatoloni pieni di carte a raffigurare l’eccesso di burocrazia e la giungla dei controlli che li costringono a stare lontano da stalle e campi.
(agf)
"La situazione ci preoccupa tantissimo – dice Cesare Fedeli, risicoltore di Milano – perché stiamo iniziando adesso le lavorazioni in campagna e abbiamo visto il prezzo del gasolio decollare e quasi raddoppiare. E’ una cosa assurda perché questo è uno dei momenti in cui si utilizzano maggiormente i mezzi agricoli per la preparazione dei terreni. Ed è pazzesco che il gasolio sia quasi raddoppiato quando chi ce lo vende lo aveva comprato con largo anticipo: non si comprende perché ci sia questa sperequazione a discapito degli agricoltori”.






