Roma, 5 feb. (askanews) – Rafforzare i controlli sulle importazioni e puntare con decisione sui contratti di filiera per contrastare il forte calo dei prezzi agricoli, tutelare il reddito delle imprese e garantire trasparenza ai cittadini consumatori. È l’indicazione che arriva dalla mobilitazione di Coldiretti a Bari, dove 3000 agricoltori si sono riuniti al Teatro Petruzzelli insieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo.

La Puglia è tra i territori più esposti agli arrivi nei porti di grano, olio e prodotti ortofrutticoli extra Ue, che esercitano una forte pressione al ribasso sui prezzi. Emblematico il caso del grano duro, sceso in un anno da 0,34 a 0,29 euro al chilo, con una perdita stimata in circa 200 milioni di euro per gli agricoltori italiani. Solo la mobilitazione di Coldiretti ha evitato un ulteriore scivolamento sotto i 0,25 euro, ottenendo l’avvio della Cun del grano duro e la pubblicazione dei costi medi di produzione Ismea per Sud e Centro-Nord, strumenti fondamentali per garantire trasparenza e contrastare le manovre speculative.

Nel 2025 sono arrivate in Italia 2,3 milioni di tonnellate di grano duro per la pasta, di cui 555mila dal Canada (+93%). Preoccupa l’uso del glifosato in fase di pre-raccolta, pratica vietata in Italia per i possibili rischi sulla salute, allarme rafforzato anche dalla recente ritrattazione di uno studio pubblicato su Regulatory Toxicology and Pharmacology per gravi criticità etiche.