VENEZIA - Nella giornata di ieri il tam tam via social ha scatenato preoccupazioni in città per una possibile replica di quanto accaduto nei giorni scorsi a Rialto. L'immagine di un muretto rotto in rio terà San Tomà, che dà sull'incrocio tra Rio di San Stin e Rio dei Frari, ha colpito l'attenzione dei passanti al punto da chiedersi se qualche imbarcazione potesse esserci andata a sbattere contro. Un'ipotesi più che plausibile, visto che nell'area è facile imbattersi in imbarcazioni che si dedicano al carico e scarico merci, anche se al momento non ci sono dati effettivi su quanto possa esser accaduto. Si resta così solo sul novero delle ipotesi, con una caccia al responsabile per verificare che chi ha sbagliato, risponda del suo errore. Un errore che costerà caro alla comunità, visto che, si sa, questo tipo di danni non "costano" poco. Sul posto, attorno alle 13.30 di ieri, sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area, evidenziando il pericolo di crollo con il classico nastro bianco e rosso, con sopra la scritta dei pompieri.

Si accende così ancora una volta il rischio di vedere porzioni di parapetti veneziani "cedere" sotto ai colpi dell'errore, che sia fortuito o voluto. Si tratta comunque di monumenti a cielo aperto, che hanno fatto e continuano a segnare la storia di cui è intrisa la città, anche nei semplici camminamenti o nei posti che si possono dare per scontati per la quotidianità. Per carità, nulla in confronto a quanto accaduto con il danno provocato dalla donna alla guida di un "topo" a Rialto, però la similitudine c'è. In città per giorni non si è parlato d'altro, della giovane che è salita a bordo del mezzo, "rubandolo temporaneamente", e a tutta birra si è fiondata dalla parte opposta del Canal Grande. In quell'occasione, oltre all'alta velocità del natante, c'è stata anche una componente di incapacità a governare, mentre nel caso di ieri, con tutta probabilità la dinamica è stata più accidentale. E anche il danno è risultato decisamente differente. A Rialto si parla di oltre un centinaio di migliaia di euro, mentre ai Frari il costo di riparazione sarà sicuramente più contenuto. Sta di fatto che quanto accaduto e continua ad accadere mette davvero a nudo le fragilità che in città si dimostrano, che vanno di pari passo alle necessità di mantenere alta l'attenzione in ogni singolo frangente di quando si svolge anche l'attività di carico e scarico merci.