VENEZIA - Il botto del primo schianto è riecheggiato attraverso tutti gli scalini del ponte di Rialto, a registrare il secondo colpo erano già pronte decine di telefonini, che hanno ripreso le manovre e i danni da ogni angolazione possibile. Poi la fuga, a piedi, la barca abbandonata sulla scalinata che si tuffa in canale, a ridosso della balaustra cinquecentesca ormai devastata. Ma la corsa è stata breve e le foto scattate alla ladra ventenne non sono servite per rintracciarla: la giovane è stata bloccata quasi subito da una pattuglia della polizia locale. Dovrà rispondere di furto aggravato, probabilmente di aver condotto un’imbarcazione in stato psicofisico alterato - se i tossicologici confermeranno le impressioni degli agenti e dei passanti - e poi si vedrà consegnare il conto dal Comune di Venezia: si stimano almeno centomila euro di danni, le colonnine e il corrimano in pietra d’Istria che ha distrutto risalgono allo stesso periodo del ponte simbolo della laguna. Non che la donna possa essere in grado di saldare le spese di restauro: formalmente residente a Padova, vive sulla strada, è già stata in carcere, vanta numerosi precedenti per furto e rapina e, a dirla tutta, non sarebbe nemmeno potuta essere in città, visto che per lei era già stato emesso un ordine di allontanamento.