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Al convegno torinese di Pro Mus anche consiglieri (ed ex) del partito di Schlein. Preoccupa la mobilitazione per l'imam torinese Shahin
Dal nostro inviato a Torino
Primo incrocio pericoloso. Nel pieno dello scontro interno sul ddl Delrio, il Pd continua ad ampliare i contatti con il mondo islamico e a integrare figure che provengono da quell'area culturale, un processo che apre una questione di identità che il partito non ha ancora affrontato con chiarezza. Lo scenario è Torino, gli spazi contesi da Askatasuna, le scorie della mobilitazione No Tav, la cronaca del "Re dei Maranza" arrestato giorni fa, l'imam Shahin espulso nelle stesse ore. In un contesto così teso, ogni tema legato all'identità entra subito nel campo della politica e ogni gesto assume un significato che va oltre la contingenza. Il convegno di Pro Mus, network di professionisti musulmani, si svolge nella chiesa valdese di corso Vittorio davanti ad almeno un centinaio di persone.






