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L'ex ministro Marco Minniti ha sottolineato la necessità di una visione strategica attorno al mondo islamico che si muove nelle città, ma nel campo largo regna la confusione tra chi tace e chi sventola bandiere pro pal

Sta facendo molto discutere il rilascio dell'imam di Torino Mohamed Shahin da parte della Corte d'Appello di Torino, che ha accolto il ricorso dei suoi avvocati. L'imam era trattenuto nel cpr di Caltanissetta ed è già tornato libero con un permesso di soggiorno provvisorio emesso dalla Questura di Caltanissetta. Non è un "soggetto pericoloso", è "incensurato" e i contatti con soggetti legati al mondo del terrorismo "sono isolati e decisamente datati". Insorge il centrodestra, da FdI a Lega, Forza Italia e Noi moderati, mentre la sinistra è ancora una volta divisa tra chi esulta e chi lancia l'allarme. "Per mia scelta non commento mai le sentenze dei giudici, anche se considero le frasi pro- nunciate dall’Imam sul 7 ottobre inaccettabili. C’è bisogno, tuttavia, di una visione strategica intorno al problema. Nel 2017, il ministero dell’Interno firmò con tutte le organizzazioni del mondo islamico (sunniti e sciiti) il patto per l’Islam italiano", ha dichiarato l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti su Il Tempo.