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La segretaria come in Ecce Bombo: "Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo?"
Nanni Moretti dai tempi di Ecce Bombo ha cadenzato le stagioni della politica. Dalle sedute di autocoscienza dedicate "ai compagni" dei suoi primi film all'ossessione per "il caimano", dall'invettiva di piazza Navona contro i dirigenti della sinistra considerati una mezza condanna alla finta locandina affissa al Nuovo Sacher (la sua sala cinematografica) dal titolo "la premier urla" sulla fenomenologia Meloni. Elly Schlein per alcuni versi è figlia e prodotto della narrazione morettiana. Tante puntate con una domanda orfana di una risposta, quella che si pone il protagonista di Ecce Bombo, Michele Apicella: "Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte, o se non vengo per niente?".
Un dilemma morettiano che paradossalmente la stessa Meloni ha riproposto ieri a proposito della scelta di Elly di disertare la kermesse di Atreju. Ebbene, dopo 47 anni il dilemma che tormentava Michele ha avuto una risposta: meglio esserci. Come diceva Nerine la protagonista della commedia l'"obstacle imprévu": "les absents ont toujours tort", gli assenti hanno sempre torto. Perché si può essere presenti in tanti modi: puoi indossare i panni dell'imprevedibile come Giuseppe Conte che ospite del campo nemico ha freddato mezzo Pd constatando che la coalizione progressista ancora non c'è; o puoi fare la parte del leone come Matteo Renzi che si è battuto contro quattro avversari sul palco di Atreju fino a quando Guido Crosetto nei panni di Shrek, l'orco buono, non lo ha sollevato di peso per portarlo fuori.






