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Il collaboratore di Mattarella e quelle frasi carpite sul "complotto" anti governo: "Sono amareggiato, erano chiacchiere tra amici. Mi sono sentito utilizzato". Fdi: "Noi istituzionalmente corretti, la sinistra ci chieda scusa"
Quattro amici al bar. "Era una chiacchierata in libertà tra conoscenti", spiega adesso Francesco Saverio Garofani (foto sotto), due parole, qualche commento sulla situazione politica davanti a un bicchiere, che volete che sia.
Quanto basta però ad aprire una faglia pericolosa e non ancora richiusa tra Quirinale e Palazzo Chigi. Qualcuno, anche a sinistra, pensa che avrebbe potuto essere più cauto, visto il ruolo che ricopre, consigliere per la Difesa del presidente della Repubblica, non un passante qualsiasi. "La mia bussola è la lealtà. Non ho mai rilasciato dichiarazioni fuori posto". In sostanza, nessuna smentita. "Non capisco in che cosa consisterebbe il complotto".






