L'avevamo detto subito (e lo ribadiamo, a maggior ragione, adesso): lottare per un mondo più pulito imbrattando quel che capita sotto tiro non è, a rigore di logica, la strategia vincente per portare avanti una battaglia sicuramente nobile come quella dell'ambientalismo. Non c'è fine che giustifichi i mezzi, specie se i mezzi si confondono col vandalismo “pittato” di attivismo green e se, a lungo andare, rimanere lì a ricordarci il fallimento di un blitz più mediatico che efficace.
Ecoproblemi risolti: zero. Questioni aperte, conseguenze da sistemare: a iosa.
Esempio numero uno. Firenze, la culla del Rinascimento. Lorenzo de' Medici, Dario Nardella e due ragazzi di Ultima generazione. C'entrano, eccome. È metà marzo del 2023, la protesta è davanti a Palazzo Vecchio: pieno giorno, pieno centro, in giro ci sono parecchi turisti e qualcuno riprende col telefonino. Due giovani si avvicinano con della vernice arancione, la lanciano contro il muro di mattoni. Nardella, per caso, assiste alla scena (è lì per un sopralluogo), ha l'istinto del sindaco-sceriffo e ferma uno degli attivisti, un ragazzone alto con la barba e il giubbotto annodato sui fianchi. La scena fa il giro del web, diventa puro un meme su Whatsapp.






