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Ultimo aggiornamento: 10:57

La guerra del governo Meloni alla cannabis light si inasprisce. In soli 4 giorni, da martedì 9 dicembre, le associazioni degli imprenditori hanno ricevuto una valanga di segnalazioni, contando circa 60 sequestri. Ogni volta che le forze dell’ordine portano via la canapa ai proprietari, in procura giunge l’esposto con l’ipotesi di reato: detenzione di stupefacenti. Gli imprenditori rischiano fino a 20 anni di galera. “Agli agenti, i nostri associati hanno specificato di essere imprenditori, non spacciatori, e di vendere prodotti legali, mica stupefacenti”, dice a ilfattoquotidiano.it Raffaele Desiante, di Imprenditori canapa Italia (Ici). Cosa hanno risposto le forze dell’ordine? “Si dicono d’accordo con noi e ammettono di obbedire alle direttive – racconta Desiante – l’ordine è di sequestrare e denunciare per spaccio”.

In un comunicato congiunto, le associazioni delle aziende chiedono “con urgenza al Governo e alle autorità competenti di fermare immediatamente questa ondata repressiva e di ristabilire un quadro di garanzia, proporzionalità e ragionevolezza”. Il documento è firmato da Imprenditori canapa Italia (Ici), Canapa sativa Italia (Csi), Sardinia Cannabis e Resilienza Italia ONLUS. “La filiera della canapa industriale non può essere trattata come un bersaglio politico”, è il succo della loro denuncia. Le imprese rivendicano di aver sempre lavorato nella legalità, “alla luce del sole, investendo in tracciabilità, qualità, controlli e conformità”.