Continua la discesa dello spread. Il termometro della stabilità finanziaria è arrivato ai minimi da settembre 2008, un traiettoria che apre nuovi spazi di bilancio per l'Italia e permette di non indirizzare le risorse non per pagare gli interessi su debito, ma per sostenere famiglie, imprese e competitività.

Soprattutto potrà guidare il governo nel percorso per tagliare le tasse al ceto medio. A spiegarlo bene è stato il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo. Perché con la riduzione dell’indicatore di rischio Paese, cala anche il costo del debito italiano. Già la discesa attorno a quota 70 punti permette di risparmiare 17,1 miliardi fino al 2029, in pratica l'equivalente della Manovra di bilancio o giù di lì.

«Potranno essere messe a servizio degli investimenti, messe a servizio della riduzione delle tasse», ha spiegato il padre della riforma fiscale nel suo intervento ad Atreju, la kermesse annuale di Fratelli d'Italia.

Ieri il differenziale tra i titoli decennali italiani e tedeschi è sceso fino a 67 punti, per poi allargarsi fino a 69 punti. l rendimento del decennale italiano sale al 3,54%, quello tedesco al 2,85%. Bisogna tornare con la memoria a settembre di 17 anni fa, mese spartiacque per la finanza globale, per ritrovare lo spread su quei livelli. Il 15 fallì infatti la Lehman Brothers. Le immagini dei banchieri che lasciavano i loro uffici con gli scatoloni sono diventanti il simbolo della crisi finanziaria cui sarebbe poi seguita una seconda crisi, quella dei debiti sovrani nella quale gli italiani hanno iniziato a fare familiarità con la parola spread. Quei giorni lo spread veleggiava poco sopra 70 punti.