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Quindi, oggi...: il caso dell'azienda di silicio tedesca, l'esame di Medicina e il Fisco

- Stavolta c’è poco da fare, Roberto Burioni ha ragione da vendere. E non sto parlando di Covid o di vaccini, ma del test del “semestre filtro” di Medicina che tanto sta facendo discutere. Non so se io, Burioni o altri anche in quarto liceo saremmo stati in grado di rispondere. Ma so per certo che la reazione dei “bocciati” è il frutto marcio di un sistema, quello scolastico, che li ha abituati a pensare che l’importante sia “l’impegno" e non “il risultato”. Che gli studenti vadano “accolti” e ascoltati, invece che educati a studiare e a imparare. Anche le noiosissime nozioni. Alunni che, invece di rimboccarsi le maniche, chiedono il “sostegno psicologico”. Ragazzi che non conoscono minimamente il rischio di dover ripetere l’anno, visto che l’esame di Stato lo passano tutti e con voti troppo alti per la reale preparazione scolastica. Avete voluto una scuola inclusiva, aperta, non fondata sulla meritocrazia? Ecco il risultato.