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Quindi, oggi...: il caso di Martina Ceretti, l'accordo Ursula-Trump e la Costituzione a targhe alterne
- Partiamo da questa storia del tetto agli stipendi pubblici che, da domani, non sarà più di 240mila euro ma verrà calcolato sulla base di uno strambo sistema tipicamente italiano. Oggi scopriamo infatti che prevedere una soglia massima ai salari dei dipendenti pubblici non è di per sé incostituzionale ma, superata la crisi economica, istituire un tetto fisso a 240mila euro non si può più fare. Il divieto - va detto - non colpiva i poveri cristi che lavorano negli uffici comunali, ma soprattutto alcuni magistrati: ecco quindi che, magicamente, la Consulta dichiara illegittima oggi una legge che è stata legittima per 10 anni. Che è un po’ come avere la Costituzione variabile, tipo il meteo. Solo a me sembra davvero strano?
- I giudici la giustificano così: “Per i primi anni in cui la norma ha trovato applicazione essa è stata ritenuta non costituzionalmente illegittima poiché considerata una misura straordinaria e temporanea, giustificata dalla situazione di eccezionale crisi finanziaria in cui versava il Paese. Con il trascorrere del tempo, tuttavia, essa ha definitivamente perso quel requisito di temporaneità, posto a tutela della indipendenza della magistratura e necessario ai fini della sua compatibilità costituzionale”. Solo a me sembra una supercazzola?






