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Quindi, oggi…: la confessione della escort, gli aerei della Nato e il deficit-pil

- Non ho seguito con grande passione il caso Petrolini, sono sincero. Non voglio nemmeno sapere per quale motivo ha ucciso i suoi due bambini e perché i giudici l’hanno assolta per l’omicidio del primo, ma non per quello del secondo. Ogni volta che leggo indignazione per quanto fatto da quella ragazza, mi viene da pensare a una cosa: all’ipocrisia (pensiero personale, non sbraitate voi femministe) di chi piange scandalizzato per l’infanticidio e allo stesso tempo urla al diritto di aborto libero. So che ci sono milioni di libri sull’argomento. So che il dibattito è vecchio come il mondo. Ma non riesce proprio ad entrarmi in testa la differenziazione che fate tra infante e feto, mi dispiace. Soprattutto se a farlo è chi poi magari combatte contro la macellazione degli animali o addirittura non consuma le uova, pulcini in potenza. Il punto credo sia questo: che se Petrolini avesse ucciso i suoi figli al momento del concepimento, anziché al parto, oggi sarebbe libera e pure dalla parte giusta della storia. E a me questa cosa non va giù. Perché, in fondo, il risultato finale, parlando terra terra, è sempre lo stesso: i suoi due figli, in entrambi i casi, non avrebbero avuto possibilità di vivere la propria vita.