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Quindi, oggi...: il caso Monfalcone, l'esercito tedesco e il Jobs Act
- Sulla questione dell’alibi di Andrea Sempio, dello scontrino e del malore della mamma, vorrei ricordarvi solo una cosetta: non è Sempio che deve dimostrare la sua innocenza, ma la procura deve provare “oltre ogni ragionevole dubbio” la sua colpevolezza. Fa tutta la differenza del mondo. Mettiamo che a Vigevano in quel parcheggio ci fosse davvero la madre e non Andrea, cosa cambia? Nulla. Bisogna dimostrare che fosse a casa di Chiara Poggi per ucciderla, mi spiego? E al momento non c’è nulla che dimostri l'omicidio o almeno nulla di quello che dalla Procura ha fatto trapelare sui giornali. Mettetevi nei panni dei Sempio: se morisse una ragazza e voi, innocenti, rischiaste di essere anche solo sfiorati dalle indagini, considerati i pastrocchi di cui sono capaci i nostri magistrati, non cerchereste anche voi un alibi vero o verosimile che sia?
- Poi in futuro scopriremo che il colpevole è lui e confesserà il delitto? Ne riparleremo. Ma non possiamo ora crocifiggerlo come fosse uno Stasi qualunque.






