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Ultimo aggiornamento: 16:10

In corsa ci sono solo i fondi. Nulla di nuovo dentro le carte della gara per l’assegnazione di Ilva, nonostante il ministro Adolfo Urso avesse sbandierato più volte l’interesse di nuovi soggetti nella corsa – sempre più stanca – per l’assegnazione dell’acciaieria a un privato. Nessuno gruppo extraeuropeo, nemmeno il ventilato “interesse italiano”. Nell’eterno gioco dell’oca che è la vertenza più importante d’Italia si va verso la vendita a Bedrock Industries o Flacks, società che sono solitamente impegnate in ristrutturazione industriali e impegnate nei rilanci di Kelly-Moore Paints e Stelco. Insomma, la strada per il rilancio dell’Ilva si fa sempre più in salita e il governo, al di là degli annunci, rischia di ritrovarsi costretto a intervenire con una partecipazione statale se non vuole vedere naufragare anche gli unici due potenziali investitori che al momento mettono sul piatto una cifra simbolica: 1 euro.

I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e Ilva in as, entrambe in amministrazione straordinaria, procederanno ora all’esame delle proposte per valutarne la completezza e la conformità ai requisiti del bando: “La procedura di gara rimane comunque aperta – hanno specificato – Eventuali ulteriori soggetti interessati potranno presentare una propria offerta purché migliorativa rispetto a quelle già pervenute”. Tenendo conto di quanto trapelato finora, siamo a un’ipotesi piuttosto remota. Bedrock e Flacks girano da tempo intorno al dossier con l’evidente intento di tentare un risanamento che sarà necessariamente lacrime e sangue sotto il profilo occupazionale. Bedrock si impegna infatti per 5.000 persone.