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12 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 13:00
La partita si riapre o è solo un diversivo? Domanda legittima, visti i corsi e ricorsi di interessamenti, fughe e grandi ritorni legati all’Ilva di Taranto. L’ultimo coup de théâtre è andato in scena al Senato, durante un’informativa del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Di fronte a un’aula semi-deserta, con appena una trentina di parlamentari presenti, il titolare del Mimit ha annunciato che nella notte i commissari di Acciaierie d’Italia, il gestore del siderurgico in amministrazione straordinaria, hanno ricevuto una manifestazione di interesse da Jindal, il colosso indiano dell’acciaio che sfidò ArcelorMittal per prendersi gli impianti nel 2017.
Una notizia “particolarmente rilevante”, l’ha definita Urso visto che si tratta di un “primario operatore su scala globale” e che l’interessamento arriva mentre il governo è costretto a vendere per garantire il funzionamento della fabbrica, attraverso un prestito ponte autorizzato dall’Ue ma vincolato alla cessione. Attualmente l’unica offerta sul piatto è quella di Flacks Group, family office di Michael Flacks con zero esperienze nel settore siderurgico. Una proposta, quella del fondo americano, che presenta diversi punti oscuri e lascia con molti dubbi anche gli stessi commissari.









