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La paradossale storia di Cicero, la spia che consegnò nelle mani dei tedeschi le informazioni segrete che potevano cambiare il corso della guerra senza essere ascoltato
"Cedere alle circostanze, cioè l'ubbidire alla necessità, è sempre un connotato del saggio", asseriva l'oratore latino Cicerone, nome in codice scelto dall'Abwehr, servizio segreto tedesco asservito al Nazismo, per un ciarliero cameriere in servizio presso l'ambasciata britannica di Ankara, al secolo Elyesa Bazna. Fin da quando esistono - e parliamo del XV secolo - le ambasciate sono state considerate una sorta di habitat naturale per la proliferazione dello spionaggio che vi ha sempre trovato copertura, asilo e, ovviamente, informazioni segrete della massima importanza. Ma nessuno fu mai facilitato nel mestiere come Bazna, un albanese con il vizio di leggere la corrispondenza dei diplomatici presso i quali prestava servizio, che nel 1942 pensò di mettere a reddito le informazioni che trovava tra i documenti privati dell'ambasciatore britannico Sir Hughe Knatchbull-Hugessen.






