Il supermercato, come tutti i non-luoghi, paradossalmente offre squarci di vita intensa. Se l’aeroporto - spazio di transito senza identità - regala l’illusione della fuga e di passioni romanzesche, il supermercato è un florilegio di opportunità (prezzi scontati), di scoperte (l’ultimo ritrovato tra i biscotti burrosi), di sfide (espungere l’intera lista nel minor tempo possibile).
A differenza degli aeroporti, i supermercati hanno una marcata specificità: la disposizione degli scaffali; macelleria e pesce fresco; le selezioni di vino e birra. Poi c’è, se c’è, la gastronomia, il “banco del fresco” (che strana locuzione: pare sminuire tutto quel resto che sa già di vecchio). Suddetta area del super, per lo scrivente la più sexy, ha diversi tratti in comune con le relazioni in generale e l’innamoramento in particolare. Si lascia studiare, attrae, scatena pulsioni intime. È una scelta più complessa e cervellotica rispetto a tutte le altre scelte che si possono prendere tra gli scaffali. Inizialmente può regalare godimenti profondi. Esempio: una nota cate na propone una pasta alla Norma che, ve lo garantisco, se spacciata come vostra creazione a una cenavi garantirebbe più di un encomio. La relazione – nel caso in specie con la Norma - si fa profonda, si reitera l’acquisto. Col tempo la relazione diviene neutra, quindi si trasforma in sopportazione, infine in dissidio: sempre lei, con i difetti che agli albori non si scorgono. Spesso la rottura risulta inevitabile.







