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12 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:09

Gli arabi leggono Primo Levi per capire la tragedia della Striscia di Gaza. “I palestinesi spogliati dell’Idf, messi in fila per le strade di Gaza, ricordano quegli ebrei lasciati nudi davanti alle SS”. Per questo, ricorda Luay Abdul Ilah sulle pagine del quotidiano saudita as Sharq al Awsat, diventa importante leggere Se questo è un uomo, alla luce degli eventi nella Striscia. La riscoperta delle opere dello scrittore italiano, di origine ebraica, non è però qualcosa di nuovo: “Avevo questo libro da dieci anni”, scrive, ma “non ho mai trovato una sufficiente attrazione che mi spingesse a leggerlo”. Il motivo? “Forse l’illusione che lo sterminio su vasta scala degli ebrei in Europa, per mano dei nazisti tedeschi durante gli anni della Seconda guerra mondiale, appartenesse alla storia e non si sarebbe più ripetuto, vista la capacità di documentare ciò che accade nel mondo istante per istante”.

È forse dalla necessità di comprendere il presente che, nel febbraio 2025, è apparsa una nuova traduzione in arabo di Se questo è un uomo, pubblicata dalla casa editrice al Mutawassit, tradotto dall’accademico iracheno Gassid Mohammed, professore di lingua araba all’università Ca’ Foscari di Venezia. “È molto importante – sottolinea Mohammed al telefono con Ilfattoquotidiano.it – che questa opera sia stata pubblicata da un editore palestinese”. La casa editrice è stata fondata a Milano da un poeta palestinese, Khaled Soliman al Nassiry.