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21 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:07
“Israele porta avanti una guerra contro la memoria palestinese: Per questo distruggono monumenti storici che collegano i palestinesi alla loro terra, alla loro memoria”. Chi pronuncia queste parole ha provato questa esperienza sulla sua pelle. E’ 17 gennaio 2025, il giorno prima dell’inizio dell’ultima trega. Atef Abu Saif, ministro della Cultura dell’Autorità Nazionale Palestinese dal 2019 al 2024, scrittore, torna a casa, ma la casa non c’è più, insieme alla sua biblioteca: “Quella era la libreria della mia vita: avevo raccolto decine di migliaia di volumi”. Ora ci sono solo fogli volanti, mischiati alle macerie grigie dei palazzi. Romanzi dei migliori scrittori di Gaza raccolti lungo una vita; una edizione del Al-Qamus al-Muhit, uno dei dizionari di lingua araba più fini mai scritti, sono dispersi: nascosti dal cemento e dalla morte.
Abu Saif guarda una pianta di melograno, mentre lo incontriamo. Non siamo a Gaza, ma in un paesino del varesotto. E’ a casa di Giacomo Longhi Alberti, curatore del suo ultimo libro pubblicato in italiano, Vita Appesa, Polidoro editore, uscito nella collana Disorientati. “Avrei voluto costruire una biblioteca pubblica a Jabalya, il campo profughi dove sono nato, e destinarvi la mia collezione di volumi”. Ma ora è tutto bruciato, perduto. Nell’elenco dei volumi di Abu Saif andati perduti per sempre c’erano i racconti scritti in carcere, fra il 1991-1992. “Avevo 18 anni e le mie storie erano molto lette dagli altri detenuti: avrei voluto pubblicarle da anziano”. Poi c’erano le lettere scambiate con il fratello, ucciso dagli israeliani durante la seconda intifada. Una infinità di libri di autori di Gaza, quasi 700 volumi, fra poesia e romanzi, autografati. Abu Saif, quando era ministro, si spese molto nel promuovere le arti letterarie.






