«Negli Stati Uniti sembra si stia delineando una crescita economica a forma di “K”. Cioè a due velocità: l’economia legata all’Intelligenza artificiale cresce, mentre quella più tradizionale non sembra altrettanto florida. Il mercato del lavoro è in rallentamento, ma non si sa se questo stia accadendo per mancanza di lavoratori o perché si sia guastata la domanda di lavoro da parte delle aziende. In ogni caso, ciò che traina la Borsa è la parte alta della “K”: l’AI. Manca però una visione chiara dell’economia statunitense, per mancanza di dati». Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet AM, mette sul piatto tutti i dubbi dei mercati sul fumoso stato di salute dell’economia americana (per i ritardi nella comunicazione dei dati a causa dello shutdown): qual è la vera situazione? Cosa farà la Fed se l’economia rallentasse? E se salisse l’inflazione?
Mercoledì la Fed ha tagliato i tassi, ma ha indicato un solo ulteriore taglio nel 2026. Crede che il mercato stia sovrastimando le effettive intenzioni di abbassare i tassi in futuro?
Temo di sì, soprattutto per il medio termine. La Fed sta abbassando il costo del denaro, si affretta a portarlo sulla neutralità (stimata attorno all’1% in termini reali, ovvero oggi circa il 3,5% nominale). Prendendo atto di un mercato del lavoro più debole, potrebbe tagliare ancora in futuro. Questo è vero. Però è vero anche che l’inflazione rischia di salire a causa della politica dei dazi di Trump che hanno effetti stagflattivi. In tal caso, la Banca centrale statunitense cosa farà? Il presidente della Fed, Jerome Powell, dice che attualmente è più preoccupato per il rallentamento del mercato del lavoro che per il caro-vita: atteggiamento confermato dal taglio di questa settimana. Ma il vero enigma è il 2026, nel corso del quale bisognerà vedere quanto rallenterà l’economia e quanto salirà l’inflazione. Su entrambi i fronti, bisogna capire se gli effetti dei dazi siano in ritardo (nel qual caso si faranno sentire nei prossimi trimestri) o se siano stati semplicemente blandi.






