Neppure di fronte a un riconoscimento, la sinistra riesce a esultare per l'Italia. Elsa Fornero, ospite de L'Aria Che Tira in onda giovedì 11 dicembre su La7, commenta la notizia di ieri: l'Unesco ha inserito la cucina italiana nella lista dei Patrimoni culturali immateriali dell'umanità, riconoscendone il ruolo sociale, culturale e identitario. Una notizia che ha reso il Paese, e Giorgia Meloni che lo rappresenta, orgoglioso. La stessa premier ha ricordato che "siamo primi al mondo a ottenere questo riconoscimento". Aprititi cielo. In collegamento con David Parenzo, l'ex ministro storce il naso: "Ho sentito stamattina che in realtà siamo il terzo paese, perché la cucina della Francia e quella del Giappone sono già patrimonio dell'umanità. Sono felice di questo, trovo che in Italia si mangia meglio che in ogni altro paese, ma diamo la misura giusta alle cose, perché Francia e Giappone sono arrivati prima di noi". Insomma, ancora una volta Fornero riesce a non esultare. O perlomeno, non del tutto.

Eppure quanto detto dall'economista non è del tutto vero. È sì vero che Francia e Giappone sono arrivati prima di noi, però per ragioni differenti. Nel 2010 è entrato ufficialmente e di diritto nel patrimonio immateriale dell’UNESCO il pasto alla francese. Il motivo? È stata premiata la cura che viene messa nella realizzazione dei piatti, l’esaltazione dei prodotti locali, gli accostamenti coi vini e quell’insieme di comportamenti che vengono tenuti durante la degustazione. Insomma, è stato tenuto conto dello schema rituale con il quale si svolge il pasto francese, il susseguirsi armonico delle portate, dall’aperitivo al digestivo passando per la portata a base di carne o pesce con le verdure di stagione, il piatto immancabile di formaggi e il dessert.