Ci risiamo. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni cerca di promuovere le eccellenze italiane nel mondo... e la sinistra grida subito allo scandalo. Questa volta si parla di cibo, uno dei vanti del nostro Paese. "Vogliamo prendere una delle cose più straordinarie che abbiamo, che raccontano meglio tanto la nostra cultura, la nostra identità, la nostra tradizione, la nostra forza, ma anche la nostra economia", visto che "la cucina italiana vale circa 250 miliardi di euro nel mondo, e vogliamo farlo riconoscere", ha spiegato il premier in collegamento con Domenica In su Rai1, partecipando a Roma, presso il Tempio di Venere, all'iniziativa 'Il pranzo della domenica', per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell'UNESCO. "È un'iniziativa del 2023, si decide a dicembre, e abbiamo organizzato delle tavolate tradizionali delle nostre famiglie, perché la cucina da noi è il pezzo fondamentale della comunità, della convivialità, e l'abbiamo rilanciato raccontando anche le tradizioni che ogni territorio rappresenta", ha aggiunto.

Ma le opposizioni hanno gridato allo scandalo sostenendo che la leader di Fratelli d'Italia si sia servita della tv di Stato per fare propaganda politica in vista delle prossime elezioni regionali. L'argomento è sempre lo stesso. Secondo i compagni, Viale Mazzini si starebbe trasformando in Telemeloni. "La Rai ha toccato il fondo. A Domenica In, Mara Venier ha pensato bene di confezionare un'intervista a Giorgia Meloni sulle sue abitudini culinarie della domenica, come se fosse la zia simpatica del palazzo accanto - la nota del M5s -. Un'operazione indecente, pagata con i soldi del servizio pubblico, che ormai non è più servizio ma strumento di regime. È il segno che Meloni non ha più alcun pudore trasformare la Rai nella sua vetrina personale. E la domanda è inevitabile: qual è il prossimo passo? Arianna Meloni ospite fissa a raccontarci le fatiche di una carriera tutta in salita, dovendo 'faticosamente' scalare un partito di cui la sorella è leader? Non siamo più davanti a Tele Meloni, qui siamo dentro a un vero e proprio Teleregime. E finché la commissione di Vigilanza resta bloccata, questo abuso di potere continuerà senza freni".