In cinque università di quattro regioni sono partiti otto dottorati in aree innovative e che riguardano diverse discipline: dalla cardiologia all'oncologia, dalle neuroscienze alla Digital Health, dalla Data Science alle scienze omiche. Obiettivo: formare nuove figure, alcune della quali oggi non hanno ancora un percorso chiaro e istituzionalizzato. Il Ministero dell'Università e della Ricerca, anche grazie ai fondi del Pnrr, finanzia ogni borsa di dottorato con 60.000 euro. A questi si aggiungono altri 587.000 euro complessivi, grazie al co-finanziamento di Bristol Myers Squibb Italia. Ne parliamo con Regina Vasiliou, Vice President e General Manager dell'azienda farmaceutica.

Otto dottorati per cambiare la ricerca e la pratica clinica

Perché avete deciso di investire in questa iniziativa?

“Sostenere i dottorati innovativi significa rafforzare il legame tra ricerca accademica e industria, per creare un ecosistema più competitivo. Quando il Ministero dell'Università e della Ricerca ha istituito questa iniziativa, abbiamo subito colto l'opportunità di collaborare con alcune università italiane per la formazione di giovani ricercatori. Investire sui giovani significa investire sul capitale umano, che per noi rappresenta la risorsa più preziosa. Crediamo che sia fondamentale per accelerare l'innovazione e garantire al Paese competenze di altissimo livello”.