Il comando militare americano era nel frattempo stato allertato per scongiurare che la barca con la leader dell'opposizione venezuelana potesse essere colpita da uno dei raid che gli americani da mesi stanno conducendo nelle acque a largo del Venezuela. Machado è arrivata a Curacao nel pomeriggio di martedì, dove ha incontrato un appaltatore specializzato in esfiltrazioni che è stato ingaggiato dall'amministrazione Trump. Dopo aver trascorso la notte in albergo, Machado è partita ieri per Oslo a bordo di un aereo privato. "Voglio ringraziare tutti gli uomini e le donne che hanno rischiato la loro vita per fare in modo che fossi qui, un giorno potrò dirvi chi sono perché certo non voglio metterli ora in pericolo", ha spiegato durante la conferenza stampa e ha ribadito l'intenzione di ritornare in Venezuela. "Io non dirò quando questo sarà o come", ha affermato, aggiungendo che lei vuole "mettere fine alla tirannia molto presto e avere un Venezuela libero". Il governo di Nicolas Maduro ha accusato Machado di "complotto, incitamento all'odio, terrorismo" e nelle scorse settimane ha detto che se fosse andata ad Oslo per il Nobel sarebbe considerata una "fuggitiva".
Machado, dal nascondiglio segreto in Venezuela a Oslo per ritirare il Nobel
"Travestita e con una parrucca ha passato decine di checkpoint, raggiunto in barca Curacao dove ha preso l'aereo privato. Abbiamo avuto l'...













