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Ultimo aggiornamento: 15:15

Dormire in un loculo vuoto. In mezzo a migliaia di tombe. Espulsi dalla città dei vivi, i senza fissa dimora hanno trovato rifugio in quella dei morti. A Modena i clochard – per usare un termine che fa meno male – hanno trovato riparo perfino nel cimitero storico di San Cataldo. Nelle tombe che momentaneamente non sono utilizzate. All’inizio nessuno forse ci aveva fatto caso, ma poi qualcuno ha cominciato a notare in mezzo alle tombe quelle dimore disperate: una coperta, una scatola di cartone, la fotografia di un amore, una candela per farsi un minimo di luce la notte, una bottiglia, qualche brandello di vestito.

Hanno cercato come rifugio l’area meno frequentata, quella storica monumentale. Ma alla fine non sono riusciti a sfuggire all’attenzione nemmeno lì, la notizia è finita sulle pagine della Gazzetta di Modena. Parliamo di uno dei cimiteri più noti d’Italia, dove tra l’altro sono sepolti Enzo Ferrari e Alejandro De Tomaso, padri dell’automobilismo sportivo italiano, non lontano dalla soprano Mirella Freni e alla dinastia delle figurine Panini. Il cimitero famoso anche per il cubo ossario progettato dagli architetti Aldo Rossi e Gianni Braghieri.