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Il punto, in questa assurda diatriba, non è la tonalità scelta dal colosso americano. Qualsiasi altra tonalità di bianco, infatti, sarebbe stata sul gozzo ai sacerdoti del woke

Probabilmente nel New Jersey, dove risiede la sede centrale della Pantone, non avrebbero mai e poi mai pensato che la scelta del colore dell'anno 2026 avrebbe scatenato un putiferio (social) simile. I liberal statunitensi, che di "liberale" hanno soltanto il nome e nient'altro, stanno letteramente dando di matto perché la scelta è caduta, rullo di tamburi, sul bianco. O meglio, su una precisa tonalità di bianco. Si chiama "cloud dancer" che, letteralmente, potremmo tradurre con "ballerino delle nuvole". Qualcosa di etereo, dunque. Difficile spiegarlo. Tanto più che chi scrive soffre di una leggera forma di daltonismo che lo obbliga sempre a chiedere l'aiuto da casa quando si tratta di accostare i vestiti.

Il punto, in questa assurda diatriba, non è la tonalità scelta dal colosso americano. Qualsiasi altra tonalità di bianco, infatti, sarebbe stata sul gozzo ai sacerdoti del woke le cui crociate sono una spina nel fianco per l'esistenza stessa dell'Occidente. Questi pasdaran, il bianco non lo possono vedere nemmeno dipinto. De gustibus, direte voi. Eh no, perché qui la moda non c'entra nulla. Schifano il bianco non perché ingrassa (loro se ne infischiano, sono pieni di body positivity). E non lo schifano nemmeno perché trovano inguardabile il calzino bianco sul mocassino o la canotta bianca sotto la camicia. Il problema e non si vergognano nemmeno di dirlo è che il bianco richiama (elenco in ordine sparso) il colonialismo, il razzismo, il suprematismo e, per estensione, tutto il male che certi turbo-progressisti imputano, appunto, all'uomo bianco.