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Sono passati dunque più di cinque anni, un tempo sufficiente per chiederci come si sia trasformata la dottrina woke in rapporto al suo propulsore, e più in generale agli afroamericani (e non solo)
Da circa una settimana, negli Stati Uniti si è tornati a parlare con coraggio dell'ideologia woke, a partire dall'evento che le ha dato la più forte risonanza, facendola diventare in breve un movimento di portata mondiale. È il 25 maggio del 2020, lo ricorderemo bene, e un uomo di colore, George Floyd, viene bloccato per le strade di Minneapolis. Un agente di polizia gli tiene premuto il ginocchio contro il collo, ed ecco che George Floyd inizia a contorcersi, annaspa, non riesce a respirare, infine muore: muore di una morte naturalmente registrata dai passanti e subito condivisa via social, diventando celebre in qualunque angolo del pianeta e, cosa ancora più rilevante, venendo presa e risemantizzata da numerosi gruppi, specie quelli afferenti alla sigla Lgbtq+, che leggono in quel destino il proprio percorso di oppressione.






