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Benvenuti nell'era della politicizzazione senza politica, dove la protesta divampa improvvisa e violenta ma dura lo spazio di un mattino, insufficiente per creare qualcosa di concreto: un movimento strutturato, il rinnovamento dei partiti, una campagna permanente.
Quest'epoca inizia nel 2008 con Occupy Wall Street. Finisce Occupy e prendono quota le manifestazioni ambientaliste ispirate a Greta Thunberg, poi arrivano Black Lives Matter, i No-Ice, i Pro-Pal, i No Kings e chissà cos'altro. Ultima mobilitazione in Italia: i giovani che vanno in massa a votare per il no al referendum costituzionale. Subito dopo, l'analisi dei flussi elettorali ha dimostrato che il consenso non era in alcun modo il primo segno di un "partito" o di un impegno collettivo da collocarsi a sinistra. Tradotto: il voto referendario non si trasformerà automaticamente in consenso per il campo largo di Elly Schlein.
La protesta politica cresce. I partiti tradizionali perdono elettori. Le teorie si mostrano errate, una dopo l'altra: il marxismo è crollato ma anche il liberismo traballa, crisi dopo crisi. Impensabile descrivere il libero mercato come si è sempre fatto: la concorrenza, l'innovazione, la domanda e l'offerta. Questa descrizione va ripensata, si attanaglia bene al capitalismo famigliare ma è inefficace di fronte a quello digitale delle grandi aggregazioni e della finanza creativa, troppo creativa.






