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Ultimo aggiornamento: 8:03

Ha senso dedicare una giornata alle montagne? Ha senso che ogni anno arrivi in tutto il mondo un vento pieno di attenzioni e premure nei confronti delle terre alte? O anche questa è l’ennesima celebrazione vuota e retorica per costruire artificiosamente un senso comune senza fondamenti?

La storia della Giornata internazionale della montagna ha ormai 22 anni. Venne istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel fatidico 2002, quando l’intero anno era dedicato proprio ai monti della terra. Si disse, perché dall’anno prossimo, ogni 11 dicembre, non facciamo proseguire le celebrazioni? Un giorno ogni dodici mesi, per parlare di problemi, risorse, cultura dei territori montani. Bell’idea, no? In quell’occasione vennero anche fornite alcune cifre utili a capire l’entità dell’intero sistema montuoso terrestre. Si disse che il 27 per cento del nostro pianeta è occupato da montagne, sulle quali vive il 15 per cento della popolazione umana. Si disse anche che il 90 per cento dei montanari si trova in una condizione economica fragile, all’interno di paesi in via di sviluppo. Vale a dire: montagna uguale povertà e arretratezza.